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La Ferrovia Marmifera privata di Carrara dal 1 dicembre 2018 al 31 maggio 2019

Mostre ed Eventi

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ORARIO

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Da ottobre a maggio il museo effettuerà il seguente orario:

Dal martedì alla domenica

Mattino dalle ore 10.00 alle ore 12.30

pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 17.30

CHIUSO il lunedì e il 25 dicembre

Da giugno a settembre il museo effettuerà il seguente orario:
Dal martedì alla domenica dalle ore 11.00 alle ore 20.00.

CHIUSO il lunedì.

 

 

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  • “La Ferrovia Marmifera di Carrara”

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    Una grande mostra sulla Marmifera in programma al CAP Centro Arti Plastiche di Carrara. L’inaugurazione il prossimo 1 dicembre. Il Comune invita i cittadini a inviare documenti e memorie che faranno parte dell’esposizione all’interno di una apposita sezione

    Per testimoniare la stretta relazione della ferrovia Marmifera con la città e con i suoi abitanti, il Comune di Carrara ha deciso di organizzare una mostra al fine di raccontarne la storia fatta di macchine e materiali, ma anche di relazioni, spazi, realtà locali e memorie che non hanno mai smesso di esistere e tramandarsi di generazione in generazione, giungendo fino a oggi.  La curatrice è Cristiana Barandoni del Gruppo Archeologico Apuo-Versiliese, consulenti del progetto Luca Borghini e Antonio Criscuolo, Sandra Botti è la referente per l’Ufficio Cultura, Monica Armanetti referente per l’Archivio della Marmifera conservato presso la Biblioteca civica.
    Prosegue la ricerca tra memoria e presente, tra archivi e contemporaneità, con sguardi a possibili evoluzioni future che l’Assessore alla Cultura Federica Forti ha individuato come filo conduttore del lavoro che sta svolgendo nei musei, riservando una grande attenzione per riportare i musei stessi al ruolo principe di custodi della memoria e al contempo di fucine per la creatività contemporanea. La storia della Ferrovia Marmifera Privata di Carrara appartiene alla comunità intera e ha segnato la vita di molti, scandendo con il suo passaggio le ore e i ritmi della vita quotidiana di una gran parte della città, testimoniandone il progresso e il clima culturale fervido e vivace. Sono passati cinquant’anni da quando l’ultimo treno ha fatto il suo viaggio, ma la Marmifera è ancora presente e potente nella memoria collettiva della città, che è chiamata a partecipare alla costruzione dell’evento espositivo. La chiave di lettura dell’esposizione può essere riassunta in un motto: condividere per partecipare. La mostra vuole, infatti, porsi nei confronti della collettività in maniera dialogica, considerando i cittadini come una risorsa culturale e storica attiva e indispensabile.  Il Comune invita quanti conservano cimeli, memorie, documenti e foto, che possano essere importanti per la completezza del progetto, a metterli a disposizione degli organizzatori; la città intera sarà, quindi, parte di un si
    stema virtuoso di conoscenza. 

    Il materiale raccolto (oggetti legati alla storia della Ferrovia, dai biglietti del treno viaggiatori, alle divise, dai cimeli prodotti dalla dismissione delle tratte ferroviarie, ai reperti materiali) sarà esposto in una specifica sezione nella sala del “Tempo Sospeso” per tutto il periodo di apertura della mostra. Nel corso del periodo espositivo sarà, inoltre, avviata una successiva raccolta, legata ai “beni immateriali”, ossia alle memorie orali, in forma di audio e video registrazione che entreranno a far parte dell’Archivio Storico della Ferrovia. Anche in questo caso, tutto il materiale raccolto diverrà parte integrante dell’esposizione. Al termine della mostra, che si concluderà il 31 maggio, il Comune assieme all’Associazione stanno valutando la possibilità di trasferire parte del materiale al Tarnone in una esposizione permanente al fine di far conoscere la Marmifera anche dal punto di vista turistico.

    Per l’invio del materiale è possibile rivolgersi a Monica Armanetti presso la Biblioteca Civica “Lodovici”, in Piazza Gramsci a Carrara, da lunedì a sabato, dalle ore 9.00 alle 17.00, telefono 0585 /641472, indirizzo mail bibliocarrara@comune.carrara.ms.it – oppure mandare una mail all’associazione: centrostudiarcheo.av@gmail.com
    In mostra anche documenti storici dell’Archivio Zaccagna, tra i quali il plastico dei bacini marmiferi; ci sarà una sezione geologica e topografica, una parte dedicata alla storia della pr
    ogettazione dell’infrastruttura  e interessanti documenti concessi dal Museo Il Vittoriale, oggetti dal Museo Nazionale dei Trasporti di La Spezia, carte geografiche dall’Accademia di Belle Arti di Carrara e materiale in prestito dalla Pubblica Assistenza di Carrara. Esposte anche foto dell’Archivio Michelino.

    L’Assessore Forti ricorda, inoltre, che sempre sul tema Marmifera è in fase di organizzazione, assieme ai gestori della Sala, una rassegna cinematografica che sarà ospitata al Garibaldi, mentre al CAP si svolgeranno dibattiti e laboratori didattici. Spazio anche ai progetti di residenza d’artista, che verranno riproposti anche quest’anno, dopo le positive esperienze delle due mostre ospitate al CAP nei mesi scorsi (“Like marble-like” a cura di Arteco Beatrice Zanelli sull’archivio privato Lazzerini e “Del tempo lineare e del tempo ciclico ovvero della storia e della natura” a cura di Chiara Camoni sull’archivio Zaccagna): questa volta sarà protagonista proprio la rilettura dell’archivio della Marmifera. Durante il periodo di svolgimento della mostra, infine, i ristoranti di Carrara che fanno parte di Ristorando proporranno dei menù a tema, con tipicità del territorio legate alla vecchia tradizione dei ferrovieri.

    La mostra è patrocinata dalla Regione Toscana.

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  • “Alpi Apuane” Primož Bizjak dal 21 luglio al 31 ottobre. PROROGATA AL 18 NOVEMBRE

     

    Tre Fiumi_Alpi Apuane 2015_157x250cm

    Primož Bizjak/ Alpi Apuane

    PROROGATA AL 18 NOVEMBRE 2018

    Con testo critico di Simone Menegoi

    Dal 21 luglio al 31 ottobre 2018

    Vernissage 21 luglio ore 18

    Carrara, CAP- Centro Arti Plastiche

    Via Canal del Rio 1

    L’opera di Bizjak, realizzata con tempi di posa prolungati e con l’uso della tecnica fotografica analogica, è il frutto di una lunga esplorazione attraverso le Apuane alla scoperta di cave nascoste, alcune abbandonate, che vengono svelate agli occhi dello spettatore catturandone, gradualmente, l’attenzione. Il grande formato delle foto, fino a 3 metri di base, invita il fruitore a instaurare un rapporto meditativo con l’immagine, immergendosi e concentrandosi su dettagli quasi invisibili agli occhi.

    Scrive Simone Menegoi nel testo critico che accompagna la mostra: “ Bizjak lavora lentamente. Ha cominciato a esplorare e a fotografare le cave nel 2014, ritornandovi a intervalli regolari negli anni seguenti. Quattro anni dopo, il ciclo dedicato alle cave conta qualche decina di scatti, di cui appena sette sono diventati stampe […]. Prima di produrre anche un solo scatto, Bizjak studia lungamente, nel corso di sopralluoghi successivi, il sito che vuole fotografare; prova e riprova la posizione della camera, la sua angolazione, il taglio dell’inquadratura. Prima di imprimersi sul negativo, l’immagine, dice, deve formarsi nella sua mente. Una frase che riecheggia quella celeberrima di Leonardo, secondo cui la pittura “è prima nella mente del suo speculatore” (Libro di pittura, I, 29). Non è una coincidenza. Da ex studente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Bizjak considera tuttora la pittura come un riferimento significativo per il suo lavoro”.

    Dimensioni, senso del colore e della composizione sono, nella serie Alpi Apuane, portati alle estreme conseguenze, evocando le incisioni del Piranesi, la pittura meditativa di Friedrich e, più vicini a noi, l’Espressionismo Astratto americano, l’Informale europeo e l’opera di Gerard Richter.

    E’ uno scenario maestoso, sublime e neo-romantico, quello narrato da Bizjak che rapisce chi guarda e lo obbliga a un cambio di messa a fuoco che spazia dalla bellezza del paesaggio ai dettagli e alle sfumature che rivelano le tracce dell’intervento umano su un territorio da secoli fortemente segnato dalle attività estrattive: le sette foto in mostra presentano, così, un ritratto monumentale delle Alpi Apuane ma, al tempo stesso, denunciano la fragilità di un territorio a rischio di distruzione.

    Nelle opere esposte Bizjak raggiunge un senso di immediatezza e di intimità con le Apuane, accentuata dal fatto che le foto non hanno subito alcun intervento di manipolazione digitale: è solo attraverso un’accurata selezione dei punti di vista dello scatto che l’artista ha elevato la realtà a un livello sublime e quasi surreale, dimostrando, in tal modo, che, se attentamente osservata ed esperita, la realtà è spesso più forte dell’immaginazione.

    Primož Bizjak è nato a Šempeter pri Gorici, in Slovenia, nel 1976. Dopo la laurea in Pittura all’ Accademia di Belle Arti di Venezia ha vissuto a Madrid. Attualmente vive e lavora a Monaco di Baviera. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre personali e collettive a livello internazionale, soprattutto in Spagna, Slovenia, Croazia e Italia, dove ha partecipato alla 54a Venezia Biennale (2011) e a Isola Mondo, un evento collaterale della 53a Biennale di Venezia (2009).Tra le mostre personali più recenti si ricordano: Mudanzas y reflejos , presso Tasman Projects a Madrid (2016), Primož Bizjak: Il Sava, il Danubio e la Drina, al Museo di arte contemporanea Metelkova a Lubiana (2015), Dos miradas sobre Venezia, presso l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid (2013), Seconda possibilità – Elbasan, alla Torre di Porta Nuova presso l’Arsenale di Venezia (2012) .

    In collaborazione con Galerija Gregor Podnar- Berlin

    Alpi Apuane

     

    Monte La Rocchetta_Alpi Apuane 2017_40x50cm

     

     

     

     

     

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